La seconda fortificazione più estesa d'Italia
Castello di Mercato San Severino, con una superficie di oltre 50.000 mq, è la seconda fortificazione più grande d’Italia. Sorge sulla collina detta del “Parco”, dalla quota più bassa di 240 m s.l.m. fino alla sommità a circa 365 m, dominando per secoli un nodo viario strategico tra Nocera, Salerno e le Serre di Montoro.
Il castello fu fondato nel 1066 dal normanno Turgisio, poi divenuto capostipite della famiglia Sanseverino. Il complesso venne progressivamente abbandonato dopo l’esilio di Ferrante Sanseverino, ultimo grande esponente della casata.
L’impianto fortificato, con un perimetro murario originario di circa due chilometri, si sviluppò attraverso tre principali fasi costruttive: normanna, svevo-angioina e aragonese. L’intero sito comprende strutture militari, quartieri abitativi, ambienti produttivi e luoghi di culto.
Prima cinta (ca. 14.000 mq). Quota più alta. Segue le curve di livello e fa da corona alla collina principale. Comprende la zona militare (Piazza d'Armi), il quartiere artigiano, il palazzo signorile, la chiesa di Santa Maria de Castro con cripta funeraria, la chiesa di S. Nicola de Castro (la Plebana) e l'ambiente angioino legato al convento francescano.
Seconda cinta (ca. 29.000 mq). Vasta area terrazzata da sud-est a sud-ovest. Ospita la cittadella abitata: oltre cento unità abitative del corpo militare addetto alla difesa e al controllo dei traffici. A valle si apre la porta verso la terza cinta, difesa da due torri semicircolari e da un antemurale. La torre sud incorpora la chiesa di S. Severino in Monte (aula triabsidata) che custodì la reliquia del santo da cui la famiglia prese il nome.
Terza cinta (ca. 7.000 mq). Quota più bassa. Funzione esclusivamente militare, impianto a sperone con la Torre a Rondella al vertice. Sul lato sud, sette torrette spezza-tratta sfruttano il tiro di fiancheggiamento secondo i canoni dell'architettura militare angioino-aragonese. La Torre a Rondella, cilindrica su base scarpata e dotata di tre cannoniere, è esempio della transizione all'avvento dell'artiglieria.
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