San Severino, le sue terre e i protagonisti dei Sanseverino
Il territorio di Mercato San Severino è stato frequentato dall'uomo a partire dal Paleolitico medio, con continuità di insediamenti fino ad oggi. Le prime stanziazioni sono opera di popolazioni italiche e di proprietari romani, con i nuclei di Acigliano e Spiano fra i più antichi attestati.
La fitta rete fluviale formata da Solofrana, Laura, Calvagnola e Irno è stata sfruttata fin dall'antichità come via di penetrazione. Lungo i loro argini si svilupparono le grandi direttrici di traffico — la Corfinio–Salerno, il diverticolo dell'Annia–Popilia e la via delle Puglie — convergenti su un nodo coincidente con l'antica città di Rota: stazione di pedaggio dove si riscuoteva il rotaticum, la tassa sulle rotae (i carri) che attraversavano la valle.
L'epoca che più ha segnato il profilo politico, urbano e socio-economico della valle è quella longobarda. Il Gastaldato di Rota è documentato dall'anno 798 e copriva un territorio a cavallo fra i Principati Citra e Ultra. La società era rurale, organizzata secondo l'economia curtense: un centro insediato, una fascia di coltivi, una periferia di boschi e pascoli. Nel Meridione la curtis prende il nome di casale: dai casali sono nate le attuali frazioni del comune.
Dal Gastaldato di Rota all'inaugurazione del MIMU: gli eventi che hanno scritto la storia del castello.
Prima attestazione documentaria del Gastaldato di Rota, distretto longobardo a cavallo fra i Principati Citra e Ultra.
Troisio si stabilisce sulla collina del Parco al seguito di Roberto il Guiscardo, fondando di fatto il dominio dei Sanseverino.
Troisio edifica il primo nucleo del Castello sulla collina del Parco.
Il castello cade dopo tre mesi di assedio dell'esercito di Guglielmo il Malo. A difenderlo, le nobildonne Fenizia e Marotta.
Papa Innocenzo IV affida l'amministrazione del culto della Cappella ad Andrea de Ducenta.
San Tommaso d'Aquino soggiorna al castello dalla sorella Teodora e ha l'ultima visione del paradiso.
Tommaso II Sanseverino fonda la Certosa di San Lorenzo a Padula.
Bolla di Innocenzo VI istituisce il Convento per volontà di Tommaso III, dove riposerà nel celebre mausoleo.
Roberto I Sanseverino è insignito del titolo di principe di Salerno con privilegio di battere moneta.
Roberto I, Grande Ammiraglio, vince la battaglia di Ischia contro Giovanni d'Angiò.
Antonello Sanseverino guida la congiura contro re Ferrante d'Aragona. Esilio e confisca dei beni.
Privilegio eccezionale: in mancanza di erede maschio, i feudi passano al parente maschio più prossimo.
Ferrante Sanseverino comanda le truppe napoletane all'assalto di Tunisi.
Ferrante rinuncia ai feudi e si trasferisce in Francia. Si estingue il ramo primogenito dei principi di Salerno.
Una catastrofica alluvione provoca il crollo della chiesa gotica originaria.
La chiesa di Sant'Antonio viene ricostruita in stile neoclassico, conservando il mausoleo di Tommaso III.
Con la L.R. 8/2004 nasce il Parco di circa 90 ettari attorno al castello.
Restauro completo del mausoleo, a cura della ditta Nova Ars con la Soprintendenza BEAP Salerno e Avellino.
Apre la Ministruttura MUseale di Palazzo Vanvitelli, che raccoglie i reperti del castello.
Rievocazione storica nel borgo e al castello: spettacoli, mercato medievale, tornei, laboratori.
Dal capostipite Troisio fino a Ferrante, il principe esiliato in Francia: i volti che hanno fatto la storia del castello.