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Antica Rota e il Gastaldato

Il più antico nucleo archeologico della valle: dal triconco romano alla plebs longobarda

Recenti scavi archeologici presso la chiesa di Santa Maria a Rota hanno riportato alla luce un edificio di epoca romana al quale, nel VI secolo, si affiancano un cimitero e una chiesa che diventerà successivamente *plebs* altomedievale. Il rinvenimento, nel sito cimiteriale, di tre tegole con il nome del generale bizantino Narsete consente di datare la fondazione della *plebs* di Santa Maria al tempo della conquista longobarda di Salerno.

La chiesa ha pianta a navata unica con abside semicircolare; l'aula misura 24 × 8 metri. Un documento dell'anno 803 attesta che l'ingresso era preceduto da un atrio, di cui oggi non sono percepibili i limiti perimetrali. Gli scavi più recenti hanno evidenziato un'origine romana dell'edificio, caratterizzata da un triconco — un'abside centrale con due absidi laterali — eliminate nell'XI secolo, prima della costruzione dell'altare e degli affreschi seicenteschi.

L'edificio romano del VI secolo, combinato con il rinvenimento di due ville a pochi chilometri, fa ritenere il complesso parte di un sistema di ville al quale si sovrappose la chiesa che, in epoca longobarda, divenne *plebs* limitrofa a Curteri — probabile sede del gastaldato longobardo. San Marco (altrimenti detta Santa Maria) a Rota costituisce dunque il più antico nucleo archeologico di Mercato San Severino.

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