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Antica Rota e il Gastaldato

Il più antico nucleo archeologico della valle: dal triconco romano alla plebs longobarda

Gli scavi archeologici presso la chiesa di Santa Maria a Rota hanno riportato alla luce un edificio di epoca romana al quale, nel VI secolo, si affiancano un cimitero e una chiesa che diventerà successivamente plebs altomedievale. Il rinvenimento, nel sito cimiteriale, di tre tegole con il nome del generale bizantino Narsete consente di datare la fondazione della plebs di Santa Maria al tempo della conquista longobarda di Salerno. La chiesa ha pianta a navata unica con abside semicircolare; l'aula misura 24 × 8 metri. Un documento dell'anno 803 attesta che l'ingresso era preceduto da un atrio, di cui oggi non sono percepibili i limiti perimetrali. Gli scavi più recenti hanno evidenziato un'origine romana dell'edificio, caratterizzata da un triconco — un'abside centrale con due absidi laterali — eliminate nell'XI secolo, prima della costruzione dell'altare e degli affreschi seicenteschi. L'edificio romano del VI secolo, combinato con il rinvenimento di due ville a pochi chilometri, fa ritenere il complesso parte di un sistema di ville al quale si sovrappose la chiesa che, in epoca longobarda, divenne plebs limitrofa a Curteri — probabile sede del gastaldato longobardo. A confermare l'importanza dell'insediamento romano, l'ultima campagna di scavo archeologico, ultimata nel 2024, ha riportato alla luce un mosaico databile al I secolo d.C., testimonianza della presenza di una villa signorile. Il mosaico, decorato con un simbolo solare associato a prosperità e buon auspicio, rappresenta un motivo ornamentale ampiamente diffuso nelle residenze romane dell'epoca. Santa Maria a Rota costituisce dunque il più antico nucleo archeologico di Mercato San Severino.

Dove si trova

Posizione

Via Sibelluccia, 6 bis, 84085 Mercato San Severino SA, Italia

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